Il "diritto di parola a legioni di imbecilli" e le altre frasi di Umberto Eco

Come le frasi di Umberto Eco possono invogliarci a saperne di più: dall'elogio dei libri e della conoscenza, alla critica della società e della comunicazione digitale.

Fare il nome di Umberto Eco per alcune persone significa ben poco, a parte un capolavoro cinematografico con Sean Connery tratto da un suo romanzo (Il nome della rosa), e a parte l’“invasione degli imbecilli” sui social network. Ma sicuramente possiamo dire, senza tema di smentita, che Eco sia stato uno dei più grandi intellettuali italiani di tutti i tempi, capace di spaziare attraverso diversi ambiti della conoscenza, uno scrittore e divulgatore che ha saputo lasciare un segno nelle vite di lettori e lettrici.

Chi era Umberto Eco: tra filosofia, letteratura e semiotica

Ovviamente la vasta attività di Umberto Eco non può essere riassunta in una manciata di frasi, ma ci auguriamo che questo sia un modo per invogliarvi a leggere le sue opere: c’è davvero tanto da imparare nei suoi libri. Eco è stato un saggista nei campi della semiologia e della medievistica, della linguistica e della filosofia, nonché autore di romanzi: il già citato Il nome della rosa, Il pendolo di Foucault, L’isola del giorno prima, Baudolino, La misteriosa fiamma della regina Loana, Il cimitero di Praga, Numero Zero e anche alcuni volumi dedicati all’infanzia. È stato inoltre traduttore e co-autore di un gioco di società.

Le frasi più iconiche di Umberto Eco sulla cultura

La cultura è uno degli ideali che Eco ha difeso con forza per tutta la sua vita:

  • Ogni cultura assimila elementi di culture vicine o lontane, ma poi si caratterizza per il modo in cui li fa propri.
  • Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve.
  • Una volta un tale che doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull’argomento e li leggeva; oggi schiaccia un bottone del suo computer, riceve una bibliografia di diecimila titoli, e rinuncia.
  • I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.
  • Prepararsi al domani vuole dire non solo capire come funziona oggi un programma elettronico ma concepire nuovi programmi. E accade che gli studi classici (compreso sapere che cosa aveva detto Omero, ma soprattutto la capacità di lavorare filologicamente su un testo omerico – e avere fatto bene filosofia e un poco di logica) sono quelli che ancora possono preparare a concepire i mestieri di domani.
  • L’ammirazione per la cultura tuttavia sopraggiunge quando, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la cultura serve a qualcosa. L’uomo mediocre rifiuta di imparare ma si propone di far studiare il figlio.

Aforismi di Umberto Eco sul potere dei libri e della conoscenza

I libri e la conoscenza sono due strumenti che ci rendono liberi e pieni di immaginazione. Eco lo ha scritto in più occasioni differenti:

  • Non ce ne rendiamo conto, ma la nostra ricchezza rispetto all’analfabeta (o di chi, alfabeta, non legge) è che lui sta vivendo e vivrà solo la sua vita e noi ne abbiamo vissuto moltissime. Ricordiamo, insieme ai nostri giochi d’infanzia, quelli di Proust, abbiamo spasimato per il nostro amore ma anche per quello di Piramo e Tisbe, abbiamo assimilato qualcosa della saggezza di Solone, abbiamo rabbrividito per certe notti di vento a Sant’Elena e ci ripetiamo, insieme alla fiaba che ci ha raccontato la nonna, quella che aveva raccontato Sheherazade.
  • I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare.
  • I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire
  • Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere.
  • La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai.

Citazioni di Umberto Eco sulla società e la comunicazione

Non sono mancate, nella carriera di Eco, critiche e riflessioni su società e comunicazione:

  • Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.
  • I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.
  • Ora penso invece che il mondo sia un enigma benigno, che la nostra follia rende terribile perché pretende di interpretarlo secondo la propria verità.
  • Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
    Oggi per controbattere un’accusa non è necessario provare il contrario, basta delegittimare l’accusatore.
  • Avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell’affrontarlo, il valore nostro. Pertanto, quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo.
  • Ecco la vera tecnica della macchina del fango: riportare qualcosa di assolutamente vero ma in modo da sottintendere qualcosa di falso, e chi la vuol capire la capisca.

Perché le parole di Umberto Eco restano attuali

Il dono della lungimiranza è appannaggio di pochi intellettuali, ma era una dote che Eco possedeva in grande abbondanza. Per questa ragione, leggerlo, anche quando ci fa immergere nel Medioevo, ci suona tanto contemporaneo. Eco ha saputo appassionare all’antico pur restando moderno e comprensibile, vibrando di cultura ma senza renderla un’arma, anzi elevandola a un mezzo per essere più consapevoli e profondi.

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